Un drink con Giacomo Smith, Jazzista in una delle band più richieste di Londra

I lettori della mia rubrica Città Speakeasy mi avranno già sentita tessere le lodi dello speakeasy del momento: il jazz bar Kansas Smitty’s, nascosto dietro una grossa porta nera del pub Off Broadway a Broadway Market (trovate l’articolo completo qui).

Oggi intervisto una delle due menti ideatrici del bar, il musicista della band omonima Kansas Smitty’s, l’italo-americano Giacomo Smith.

L’occhialuto e affabile Giacomo è ormai una celebrità nei giri del jazz londinese: non è facile rubargli cinque minuti per un’intervista. Il modo più semplice per fare una chiacchierata con lui è beccarlo a uno degli incredibili jazz rave o alle più rilassate Basement Tapes di Kansas Smitty’s, dove lo vedrete scambiare qualche parola con ciascuno degli ospiti.

Le giornate di Giacomo sono un mix di vita frenetica londinese e buone abitudini italiane. «Non riesco a iniziare la giornata senza fare colazione e bere un buon caffè. Dopodiché cerco di riscaldarmi al pianoforte per almeno un’ora – anche se spesso vengo interrotto da una lunga (e piacevole) telefonata del mio business partner Jack Abraham».

Giacomo controlla poi le sue e-mail e si prepara per i concerti che lo attendono. «Di solito arrivo a casa a mezzanotte e dormo per qualche ora prima di rifare tutto da capo. È uno stile di vita molto stancante, ma che allo stesso tempo mi gratifica».

Nato a Rossano Calabro, Giacomo si è trasferito nello stato di New York da bambino, ma non ha mai perso i contatti con la madrepatria: «Mi identifico tantissimo con le mie radici italiane: amo la cultura italiana, le arti e i costumi del nostro paese – mi hanno influenzato molto di più della cultura americana».

Cresciuto con i dischi della madre, appassionata di Tracy Chapman, Dave Brubeck e Paolo Conte, Giacomo ha iniziato a suonare il pianoforte a cinque anni, il clarinetto a dieci e il sassofono a dodici.

Dall’età di dieci anni si appassiona alla musica jazz. Consegue poi una laurea triennale in Musica alla Boston University e un master nella stessa disciplina alla McGill University di Montreal.

«Mi sono trasferito a Londra per lavorare nell’ufficio di supporto agli studenti dell’Università di Boston che arrivano qui per uno scambio culturale. Sarò sincero, non sapevo ancora bene cosa fare! Avrei sostituito una donna in maternità per un anno e pensavo di risparmiare un po’ e ritornare negli States al termine del contratto. Ora sono passati quattro anni e…ovviamente è andato tutto secondo i piani, visto?», scherza.

Per Giacomo, Londra è una delle città più all’avanguardia del mondo ed è stata determinante nel far fiorire la sua band Kansas Smitty’s. «Per dar vita a Kansas Smitty’s abbiamo unito le nostre forze: la nostra esperienza in jazz di tutti i tipi e l’amore per la musica di Kansas City, New Orleans, New York e Parigi».

Dopo il successo di anni passati a suonare nei locali più in voga del momento – tra cui il Dead Dolls Club di Bethnal Green – Giacomo e il manager della band Jack Abraham hanno creato il Kansas Smitty’s bar. «Jack ha molta esperienza nell’industria dei bar quindi siamo riusciti a mettere la nostra missione creativa sotto lo stesso tetto. Diciamo che è stato lui a guidare, ma io sono un passeggero molto rumoroso!».

Giacomo è orgogliosissimo della sua band, che definisce il suo ‘successo più grande’ tra quelli raggiunti finora: «Sono grato di poter lavorare ogni giorno con professionisti e maestri del jazz. La band e il nostro bar sono la realizzazione di ogni aspirazione professionale che io abbia mai avuto e me li sto godendo al massimo».

Giacomo parla come una persona che ha fatto del ‘Carpe diem’ una filosofia di vita e, dopotutto, sembra proprio che stia vivendo il suo sogno quando dice: «Non ha senso fare piani per il futuro. Ti deluderanno anche se si avverano».

Non perdetevi dunque l’occasione di ascoltare i Kansas Smitty’s nel loro bar in stile proibizionismo a Broadway Market – è già uno dei miei preferiti! – e date un’occhiata qui per controllare le loro prossime date.

Carolina Are

Sono un'ex pubblicitaria con una laurea in giornalismo della City University di Londra. Da poco ho lasciato il mondo dei "Mad Men" per trasferirmi a Sydney e realizzare il mio sogno da teenager: studiare criminologia. Sono una viaggiatrice di professione, avendo percorso gli USA coast to coast tramite Couchsurfing, una storia che racconterò presto con un eBook per Italian Kingdom. Dopo anni di vita da lifestyle blogger londinese tra recensioni, di viaggi, cene e bevute in italiano e in inglese, ora scrivo per l'Huffington Post. Ho scritto 3 libri fallimentari e spero di pubblicarne presto uno. Amo American Psycho, Alice Cooper, le cupcakes e non mi fido di chi non ama Harry Potter.