Città Speakeasy

“Sono qui per incontrare il Sindaco,” dico alla cameriera all’entrata del Breakfast Club Spitalfields. No, non ho un appuntamento galante con Boris Johnson, l’istrionico sindaco di Londra. Sto soltando andando a bere qualcosa in uno dei più famosi speakeasy della capitale.

La parola speakeasy utilizzata da innumerevoli bar di Londra nasce negli Stati Uniti del proibizionismo e descrive un locale che vende illegalmente bevande alcoliche. Adesso a Londra vendere bevande alcoliche è legale eccome, ma una serie di cocktail bar e ristoranti si sono appropriati del termine per definire le stanze segrete all’interno dei loro locali.

Descrivere Londra come una città di speakeasy (che in slang vuol dire: “Parla piano) sta diventando sempre più una definizione accurata. Quando il Breakfast Club, una delle catene di diner all’americana più mainstream di Londra, decide di ritagliarsi la sua piccola nicchia per una stanza segreta attraverso un enorme frigorifero si comincia a capire quanto un segreto malcelato attragga i londinesi.

In una serie che non ho idea quanto durerà – gli speakeasy si moltiplicano come conigli qui nella City – vi racconterò delle mie avventure e dei miei drink preferiti nelle stanze più esclusive (e meno segrete) della capitale, tre alla volta.

Shoreditch (Parte 1)

E dove, sennò? L’ex postaccio trasformatosi in hipster party town a East di Londra, dove un tempo Jack Lo Squartatore se la spassava tagliando gole e lasciando scie di sangue, ora si deve accontentare di scie di alcol. Eccovi tre dei miei speakeasy preferiti a Shoreditch – ce ne saranno altri!

Callooh Callay

Abbandonate la frenetica routine londinese e attraversate un’armadio in stile “Le Cronache Di Narnia” di Callooh Callay, un mini cocktail bar a Shoreditch, per godervi un menu di cocktail itinerante e una serie di pop up che offrono cibi diversi. Le mie ultime serate da Callooh Callay sono state all’insegna di cocktail al guacamole e di pop-up di cibo in stile Candy Shop americano. Cosa volete di più?

The Mayor of Scaredy Cat Town

Come vi ho già accennato all’inizio dell’articolo, The Mayor of Scaredy Cat Town (“Il Sindaco della Città dei Codardi”), nascosto dietro un frigorifero del Breakfast Club Spitalfields, è uno dei più famosi speakeasy della città. Di proibizionista ha ben poco, ma vanta un’arredamento niente male con quadri umoristici ritraenti la Regina, Lady Diana e molti altri insieme ad una finta testa d’alce sulle pareti. Il menu e’ vario e cambia ad ogni stagione, escludendo classici cocktail abilmente eseguiti – un must per ogni italiano a Londra è il freschissimo Berlusconi, a base di Aperol, molto piu’ sopportabile dell’uomo che ha ispirato il suo nome.

Nightjar

In pieno stile anni ’20, questo cocktail bar situato in uno scantinato vicino alla rotatoria di Old Street ospita una serie di serate di live jazz e blues e uno dei menu di cocktail più innovativi della città – da provare è il Chrysanthemum, così segreto che non è neanche sul menu, guarnito con una gelatina d’assenzio.

A presto per i prossimi speakeasy!

Carolina Are

Sono un'ex pubblicitaria con una laurea in giornalismo della City University di Londra. Da poco ho lasciato il mondo dei "Mad Men" per trasferirmi a Sydney e realizzare il mio sogno da teenager: studiare criminologia. Sono una viaggiatrice di professione, avendo percorso gli USA coast to coast tramite Couchsurfing, una storia che racconterò presto con un eBook per Italian Kingdom. Dopo anni di vita da lifestyle blogger londinese tra recensioni, di viaggi, cene e bevute in italiano e in inglese, ora scrivo per l'Huffington Post. Ho scritto 3 libri fallimentari e spero di pubblicarne presto uno. Amo American Psycho, Alice Cooper, le cupcakes e non mi fido di chi non ama Harry Potter.