Frida alla Michael Hoppen Gallery – L’eloquenza e l’esperienza

Mi chiama Aldo eccitatissimo. Mi spiega che c’è una mostra dalle parti di Sloane Square, dove sono esposte delle fotografie che ritraggono suppellettili e indumenti appartenuti a Frida Kahlo. Mi informa inoltre che ha dato appuntamento a quell’altro pezzo da Novanta (nel senso che è rimasta arenata in quegli anni) della Melotti alla Stazione di Brixton tra un’ora, e imperativo sottolinea che devo raggiungerli lì per andare insieme alla galleria. Non oppongo resistenza e mi preparo in fretta, tanto che faccio anche in tempo a collegarmi alla rete per cercare di capire che tipo di mostra mi appresto a visitare.

Il sito della galleria spiega le circostanze del ritrovamento degli effetti personali di Frida, di come la fotografa abbia scoperto l’artista e la donna attraverso la catalogazione di tali oggetti, e in modo sornione accenna a epifanie personali e culturali tra le due artiste. Mi convince, tanto che lascio l’appartamento con qualche aspettativa…quasi eccitata. Mai quanto Aldo però.

Per motivi spazio temporali, e di orgoglio, non vi sto a descrivere nel dettaglio come si è conciato Aldo in onore dell’artista messicana. Mi limito però a informarvi – a onore del vero, e perchè la cosa ha un suo spessore ai fini narrativi – che si è appiccicato tante di quelle rose in testa da fare invidia a Santa Rosalia, patrona della ridente città di Palermo, e che il resto dell’abbigliamento è un tripudio di colori da attentato alla cornea. Arrivati in galleria è stato subito chiaro a tutti che, a parte Aldo, niente era così degno di nota, nonostante l’eloquenza delle didascalie e delle prefazioni al progetto.

In conclusione, abbiamo impiegato più tempo ad arrivarci, nonostante la distanza modesta e i mezzi veloci, che a visitare la mostra. Siamo stati testimoni di una minuziosa catalogazione degli occhiali di Frida, il busto di Frida, la gonna di Frida, la gamba finta di Frida e molto di più. Tanto che, se all’entrata ci avessero dato un paio di forbici, avremmo potuto ritagliare il campionario e ricostruirlo seduta stante, come si fa con le bambole di carta. Penso che in questo modo l’esperienza sarebbe stata in qualche modo coinvolgente.

E invece, alla luce dei fatti, posso ammettere senza remore che ho trovato le fotografie perfette per il prossimo catalogo di Argos.

Ishiuchi Miyako
Frida
14.5.2015 – 12.7.2015

Michael Hoppen Gallery
3 Jubilee Place
London
SW3 3TD