Il profumo di novità

Il profumo della pioggia d’estate. Quell’odore che si crea non appena le prime gocce toccano l’asfalto caldo, che rimane sugli alberi, che puoi respirare aprendo la finestra. Il profumo di novità.

Mi è sempre piaciuta quella leggera pioggerella estiva, che arriva quando meno te lo aspetti e porta con sé un po’ di sollievo. Mi piace quella sensazione di nuovo che ti rimane addosso dopo.

Ha piovuto oggi qui a Londra, per poco, forse nemmeno un’ora. Eppure questo è bastato a rendere il tramonto di stasera diverso, fresco, creando sfumature di colore che ancora non avevo notato. Londra stasera era ancora più bella del solito.

Non voglio partire. Lavorando come nanny, per il mio contratto, sono tenuta a viaggiare con la famiglia. Siamo a metà luglio e fra pochi giorni partiremo fino a metà settembre. Hanno una casa in Italia, sul mare.

Tutti mi dicono che sono fortunata, che non devo lamentarmi, che tanto a Londra l’estate dura poco e invece io me ne vado al mare. Che vado in Italia, che sicuramente succederanno un sacco di cose belle.

Ma non ci voglio andare io, al mare. Non voglio stare due mesi lontana da qui. E non è vero che due mesi volano, che passano in fretta, che non cambia niente. Perché cambia tutto nel giro di pochi secondi, figuriamoci in tutto questo tempo. Sto facendo i capricci come una bambina, ne sono consapevole. Solo che ho così tanto qui e pensare di andare via è un’idea che proprio non mi va giù.

In più so che sicuramente ti rivedrò questa volta,Marco. E non credo di volerlo. Non credo di essere pronta. Il mio paese è piccolo, tornerò spesso a casa durante il weekend. Non potrai sparire per due mesi.

Sono tornata a casa nostra a cercarti una notte, con la speranza di vedere l’appartamento affittato a qualcun altro. E invece casa nostra era ancora lì, vuota, come quella notte. Questo vuol dire che hai continuato a pagare l’affitto, non hai spento la candela. Sei rimasto immobile a quella data, hai messo i puntini di sospensione dove avremmo dovuto entrambi mettere un punto. Se, quando tornerò, quella casa sarà ancora “nostra”, allora capirò che la candela per te è ancora accesa. È una fiammella di speranza e io vorrei avere la certezza di poterla spegnere perché è tua e forse anche un po’ mia. Ma non ce l’ho questa certezza, Marco. E forse è anche per questo che voglio restare qui.

Sole, naturalmente, mi dice di scappare da quella casa e non partire.

­- Stai da me, che ti importa? Tanto un altro lavoro lo troviamo subito! –

Elena la rimprovera dicendo che ho delle responsabilità e che non si scappa da un contratto. Ed eccole di nuovo a discutere.

Due mesi senza tutto questo? Senza le mie amiche, senza le fughe a comprare una bottiglia di tequila a un off licence alle 3 del mattino con Lucrezia, senza gli aperitivi sul fiume con Amelia?

L’unica cosa capace di donarmi un po’ di conforto è il pensiero della mia famiglia. Mio padre non sta più nella pelle, non l’avevo mai sentito così prima d’ora. I miei nonni, tutti i miei parenti. Sono tutti eccitati al pensiero che per due mesi tornerò spesso a casa. E di questo in parte non posso che esserne felice anche io. Manco da tanto tempo ormai, quasi mi spaventa l’idea di tornare lì per più di pochi giorni.

Sono cambiata. Sono cambiata?
Sono cresciuta. Sono cresciuta?
Sono ancora Margherita. Sono ancora Margherita?

No, sì, in parte, magari. Mille domande e mille dubbi. E le risposte sono tutte qui, ma a volte preferiamo rimanere nel dubbio che ammettere una verità che ancora non siamo riusciti ad accettare, sbaglio?

Partirò, verso il posto che per molti anni è stato il mio porto sicuro. E poi tornerò indietro, qui, nel luogo che adesso è diventato il custode di tutti i miei sogni.
Londra sarà qui ad aspettarmi al mio ritorno. E nell’attesa mi lascerò cullare da un estate al profumo d’Italia, famiglia, amici, ricordi.

E quando arriverà settembre sarò pronta.
Perché quest’anno porterà con se molto più del solito autunno.

Francesca Baronti

" Finché respiro, scrivo." Elias Canetti.
Scrivere per dare un posto ai colori, una voce ai sogni, per trasformare un incubo in una favola.
Amo i sentimenti forti, gli abbracci alle due del mattino, i pomeriggi di sole, il vino, i brividi della libertà e la scrittura.
Aspirante giornalista, mi chiamo Francesca, ho 23 anni e sono una sognatrice.