13a Wallflower Street – Ci può essere ancora Sole

Sai che finalmente mi sono iscritta a un corso d’inglese?
La scuola è in una zona centrale, Oxford Street, e si chiama Callan School. Sono 6 ore a settimana, divise in tre giorni diversi e possiamo scegliere noi quando andare.

Ho incontrato una ragazza lì, la prima persona che si è dimostrata amichevole con me in tre settimane. Si chiama Sole. E sorride, sorride sempre, come se davvero il sole ce lo avesse sempre dentro. Ha qualche anno in più di me. Anche lei si è trasferita da poco a Londra e viene dal nord Italia, vicino Torino.

Stasera siamo uscite insieme, mi ha invitata a bere una cosa in un locale a Fulham. Mi piace, questa Sole. Parla tantissimo, parla veramente tantissimo, eppure non è fastidiosa. Nei suoi racconti c’è emozione, passione, voglia di vivere, di scoprire cose nuove. Fa un sacco di domande, ti osserva quando rispondi, cerca di capirti, quasi di leggerti dentro. Un po’ mi ha infastidito, questa cosa. In fondo ci siamo viste solamente un paio di volte, non so quanto possa fidarmi di lei. Ma stanotte voglio raccontarti solo di quanto mi sono divertita, del fatto che dopo tanto tempo sono riuscita a staccare la spina per qualche ora.

C’è questo locale, questo pub di Fulham, si chiama Elk. È piccolo, c’è un sacco di gente e fanno un mojito davvero terribile, ma costa solamente 3£ e quindi il giovedì sera tutti ci vanno. Musica, persone ubriache, ragazze che ballano, una marea di gente spensierata per una notte. Io e Sole abbiamo parlato di tantissime cose: le prime domande, quelle per conoscersi davvero, la sua storia, la mia storia, perché Londra e non un altro posto. Non le ho raccontato di te, non sono ancora pronta a condividerti né a dire ad alta voce tutto quello che è successo. Siamo state sedute a un tavolino a parlare per non so quanto tempo. E lentamente i mojito iniziavano ad aumentare e a fare effetto su di noi! Così abbiamo lasciato i discorsi importanti a un altra serata e abbiamo cominciato a ballare. Quanto tempo era passato dall’ultima volta che mi ero sentita così!

Abbiamo riso, saltato, continuato a bere, conosciuto persone, dimenticato il tempo e i cellulari. Le domande, le risposte, i problemi. Ho chiuso gli occhi e c’era solo la musica. E tanto, tantissimo alcool. Mi ha abbracciata Sole, quando ci siamo salutate alla fermata del bus. Mi ha abbracciata ed è stato come abbracciare mia sorella. Lo so, ci siamo appena conosciute, ma grazie a lei mi sono sentita meno sola stanotte. Mi è sembrata sincera lo sai? Mi conosci bene tu, Marco. Non mi fido quasi mai di nessuno, ho dubitato milioni di volte anche di te. Eppure in Sole c’è qualcosa di diverso.

Crediamo ancora nel destino?
Io forse un po’ ci credo.

Ho incontrato Sole. E forse è proprio il suo nome a darmi la speranza che nonostante tutti i tradimenti, tutto il dolore, nonostante il passato, ci possa ancora essere sole. Anche per me, anche per noi.
Vorrei tanto raccontarti tutte queste cose che mi stanno succedendo. Vorrei chiamarti e non trovare la segreteria. Sentire il suono della tua voce, cancellare le distanze e correrti incontro e stringerti e sorriderti ancora.
Ma le distanze non si cancellano Marco e il tuo telefono è sempre staccato. E scrivo, allora, anche se sono un po’ ubriaca. Anche se forse non leggerai mai.
Chiudo gli occhi stringendo un cuscino. Un abbraccio che non ti arriverà.

Ma la vita a volte è anche magia, ricordi?

Francesca Baronti

" Finché respiro, scrivo." Elias Canetti.
Scrivere per dare un posto ai colori, una voce ai sogni, per trasformare un incubo in una favola.
Amo i sentimenti forti, gli abbracci alle due del mattino, i pomeriggi di sole, il vino, i brividi della libertà e la scrittura.
Aspirante giornalista, mi chiamo Francesca, ho 23 anni e sono una sognatrice.