Au pair. What? – Introduzione

E insomma, cosa fai di bello a Londra?
Sono una au pair
Cosa?

9 gennaio 2014. Stazione ferroviaria di Euston. Binario 8.

Sono appoggiata a un muro vicino a un negozio di cosmetici e aspetto che appaia il numero del binario in corrispondenza del mio treno.

Vicino a me, la mia valigia grande a fiori. Lilla. Vicino alla valigia grande a fiori lilla, una valigia piccola con la stessa fantasia. Uno zaino sulle spalle, una borsa porta computer. Un panino col prosciutto cotto nella mano destra. Alla fine ho fatto bene a portarmi un panino in più. Ho visto certi sandwich che con quei soldi in Italia compravo una pizza formato famiglia.

Mi chiamo Chiara. Ho 25 anni. E vivo a Londra da due ore.

Non mi guardate così. Lo so che ho un sacco di roba. E probabilmente ho pure una faccia distrutta. Ma mica è una cosa facile trasferirsi a Londra sapendo che dovrai starci un anno. E mica è stato facile arrivare fino a qua.

Allora, nell’ordine.
Arriva a Heatrow. Compra la Oyster che ti serve per prendere la metro.
Trova la metro, sali sulla metro. Sbaglia direzione, scendi dalla metro. Chiedi informazioni. E non capisci niente.
Prendi un’altra metro e per fortuna è quella giusta. Cambia quando devi cambiare. Ricontrolla la direzione. Arriva a Euston. Compra l’acqua (che prima di salire sull’aereo te l’hanno fatta buttare). E una barretta di cioccolata. Meglio prendere subito confidenza con i prodotti tipici locali.

Penny per terra come se piovesse. E in tutti sti passaggi hai già speso 25£.
Il tutto, nel mio caso, con valigia grande + valigia piccola + zaino + borsa del computer.

E un vento freddo che taglia la faccia e fa tremare le mani.

Va tutto bene. Keep calm, che fa tanto I live in London e lo scrivono pure sulle tazze e sulle magliette. Magari se me lo ripeto in testa tipo mantra indiano funziona.

Binario 8. Individuato! Botta di adrenalina e si va, con tutte le barattelle appresso.

Eccomi, gente! Sono coraggiosa, energica e raggiante! Un po’ storta perché mi casca la borsa, ma ci sono! Vado a Bushey per un anno a fare l’au pair!
Finora ho parlato con tre persone. Tutti mi hanno chiesto cosa avrei fatto a Londra. E nessuno sapeva dove fosse Bushey. E nessuno sapeva cosa fosse una au pair.

Io di Bushey so quello che sa Wikipedia e qualche altra cosetta. Tipo che la zona di Londra è Londra 8, ma per arrivare a Euston ci metto 20 minuti come uno che abita a Londra 2 perché c’è un treno velocissimo.

E poi, certo, so che cos’è un’au pair. Au pair, dal francese, significa alla pari, ed è la definizione attribuita alle ragazze che vengono ospitate in una famiglia di un Paese straniero e trattate “alla pari”, come se fossero parte della famiglia a (quasi) tutti gli effetti. Per farla breve, in cambio di vitto e alloggio, lavorerò come baby sitter e poi farò un po’ di spesa, un po’ di pulizie e nel frattempo migliorerò l’inglese (si spera) e riceverò una paghetta con cui pagarmi un corso d’inglese e uscire a Londra nel weekend. Con chi ancora non lo so. Perché è vero che sono coraggiosa, energica e raggiante, ma sono anche da sola in una città di 8 milioni di persone.

Davanti a me c’è una signora di colore. Ha una sciarpa verde smeraldo con dei decori dorati che sembra un pezzo di stoffa strappato direttamente a un divano barocco. Legge un libro con un titolo spagnolo e muove il piede come se stesse tenendo il tempo di una musica che è solo nella sua testa. Ricambia lo sguardo, sorride.

Facciamo che chiudo un poco gli occhi, ma senza dormire. Che se mi addormento chissà dove arrivo.


Dovevo restarci un anno a Bushey. E invece sono passati 473 giorni. E io sono ancora a Euston, sul treno al binario 8. Ho sempre una borsa grande con tante cose dentro che mi fa camminare un po’ storta. Ho i capelli sciolti e il giubbotto di pelle, perché questo vento che taglia la faccia ormai lo conosco e non tremo più. Ho una sciarpa verde smeraldo con dei decori dorati che sembra un pezzo di stoffa strappato direttamente a un divano barocco. Perché quella volta, poi, non mi sono addormentata. E quella signora con il piedino che teneva il tempo mi ha fatto un regalo.

Mi chiamo Chiara. Ho quasi 27 anni. E questa è la mia storia.

Chiara Fratantonio

Mi chiamo Chiara, ho 26 anni e sono una ragazza alla pari da un anno e mezzo. Da un po' di tempo ho aperto un blog per aiutare i ragazzi e le ragazze che vorrebbero fare questa esperienza. Se anche tu sogni di trasferirti a Londra, partire come RAGAZZA/RAGAZZO ALLA PARI è il modo più facile, efficace ed economico per farlo!
Finalmente imparerai sto benedetto inglese e avrai un sacco di tempo libero per esplorare la città. Non sai da dove cominciare? Posso aiutarti! Visita www.busheytales.com o scrivimi a busheytales@gmail.com. Ti aspetto!