13A Wallflower Street – Introduzione

Scappo.
Corro veloce, scappo, scappo da tutta una vita, da un sorriso, da una notte di luna piena, dalla paura, dai ricordi, da una scritta sul vetro appannato di una vecchia macchina usata, da un bicchiere di vino al tramonto, da una carezza, da una promessa. Scappo verso la libertà. Sorpassi azzardati, musica, lacrime che percorrono il viso,malinconia, desiderio, terrore, eccitazione: tutto e tutto insieme, tutto in una volta, tutto in un secondo.

Abbracci sinceri, quelli veri e sentiti, quelli di chi ti ama e ti amerà sempre nonostante il tempo e le distanze, ancora lacrime, volti sconosciuti, persone che si scontrano per un tempo breve e che forse non si incontreranno mai più, tanto rumore, una luce diversa, una piccola finestra e tanti piccoli puntini in lontananza, piccole luci quasi fossero lucciole, e le nuvole poi, candide, bianche, rimangono solo le nuvole.

Mi sveglio in un sogno.

C’è il profumo della lavanda, il rumore della pioggia che batte contro il vetro in una grigia mattina di aprile, l’ odore del caffè che arriva dalla cucina, le scarpe all’ ingresso, i giornali sul tavolo, i tulipani sul davanzale. Raccolgo i capelli e bevo un caffè leggendo il giornale. Ed improvvisamente ecco il sole, che spunta fuori da una nuvola, sorprendendomi, illuminando tutto. In fondo è proprio questa Londra, no?

La città che mi ha accolta, che mi ha cambiata, che mi ha salvata. La città dei sogni, il paese dei balocchi, un altro mondo dentro al mondo. Non riesco a credere che tutto mi sembri così lontano adesso, così piccolo, così diverso. E come il sole che improvvisamente e senza avvertire spunta dietro le sue nuvole, illuminando tutto, io mi sento rinascere. Prendo la giacca e corro fuori veloce, corro senza fermarmi, corro e stavolta non sto scappando, questa volta ogni singolo muscolo del mio corpo mi sta gridando dove devo andare.

Dopo la tempesta sta tornando il sole, e riesco davvero a sentirlo di nuovo: il profumo che fanno i sogni, il profumo della libertà.

Fotografia di Sara Giannitelli.

Francesca Baronti

" Finché respiro, scrivo." Elias Canetti.
Scrivere per dare un posto ai colori, una voce ai sogni, per trasformare un incubo in una favola.
Amo i sentimenti forti, gli abbracci alle due del mattino, i pomeriggi di sole, il vino, i brividi della libertà e la scrittura.
Aspirante giornalista, mi chiamo Francesca, ho 23 anni e sono una sognatrice.