Che tempo farà a Londra?

Non so bene che ore sono quando lentamente apro gli occhi. Sono troppo emozionata, continuo a svegliarmi ad intervalli con poca distanza l’uno dall’altro. Una luce soffusa, un nuovo giorno che nasce, il cinguettio degli uccellini in mezzo a tutto questo silenzio. Sono ancora confusa mentre cerco di capire se sto ancora sognando o se sono già sveglia. Intorno a me ventitré anni di vita, sogni infranti, litigate, emozioni, amicizie ormai perdute e altre ancora forti dentro di me. Una vita racchiusa in una stanza, foto attaccate sul muro, vecchi biglietti del cinema, qualche scritta, tanti libri dentro una libreria in ferro battuto e tutti i diari che usavo a scuola. La mia camera, il posto dove ho dormito l’ultima notte prima di andare a vivere con Marco.

Sono nel mio letto ancora incredula al solo pensiero di quanto la mia vita stia per cambiare.

Come è possibile ritrovarsi di fronte ad un cambiamento così grande senza nemmeno rendersene conto?
Se qualcuno solamente un mese fa mi avesse chiesto come mi immaginavo nel futuro, avrei risposto senza esitazioni, che comunque si fosse svolta la mia vita sicuramente sarei stata con Marco.

Non esistono certezze, tutto può cambiare nel giro di qualche secondo, un battito di ciglia e ti ritrovi in mano un biglietto verso la libertà, libertà che non sei ancora sicura di volere.

Questi giorni sono stati particolari, diversi,  inaspettati. Sono uscita in giro per negozi con mia madre e mia sorella, ultimi acquisti, uno stivale nuovo, un cappellino di lana. Le domande nella mia testa sono infinite.

Che tempo farà a Londra? Ma davvero piove sempre? E cinque gradi là sono come cinque gradi qua da noi? Saranno adatte le mie scarpe? E il mio cappotto andrà bene o devo comprarne uno nuovo? Avrò messo tutte le cose che mi servono in valigia? Venderanno il mio balsamo oppure no?

Mi sono sentita anche un po’ sciocca. Dopo tanti anni passati a non preoccuparmi di tante cose, se non la spesa e le bollette ( o Marco che finisce in carcere per qualche notte), adesso mi ritrovo faccia a faccia con un mondo che mi sembra di non conoscere più.

Mia madre poi, è un continuo piangere e abbracciarmi, come se stessi per morire invece che trasferirmi a qualche ora di aereo da casa. Infondo la capisco, certo che la capisco. Nel giro di pochi anni ha visto la sua bambina trasferirsi con un uomo a suo parere sbagliatissimo, l’ ha vista rinunciare ai suoi sogni, tornare a casa distrutta ed in lacrime, e adesso con una valigia chiusa vicino alla porta pronta a volare via, come una rondine. Mia madre e il suo amore incondizionato nei miei confronti, lei che vorrebbe tenermi sempre con sé, per proteggermi da tutti i mali del mondo.

Cara mamma, sei la donna più forte che abbia mai incontrato, e ti ringrazio perché lo so che vorresti salvarmi da tutto il dolore, ma vedi, mamma, credo che soffrire faccia parte del percorso, inciampare e cadere, per poi tirarsi su e continuare a camminare, con l’odore della paura stampato addosso ma la voglia di sorridere sempre più forte.

Mio padre ha detto poche parole invece. È un uomo leale, onesto, è l’uomo che mi ha insegnato ad andare in bicicletta e a non arrendermi mai, a non aver paura, e so che anche in tutti i mesi che ci hanno spesso divisi, lui non si è mai davvero preoccupato per me, sapeva di avermi preparata per bene alla vita, sapeva che l’unica cosa in comune che ho con un fiore è il nome.

Lasciare il mio nido è una cosa che mi terrorizza, non è come andare a vivere con Marco. Sto per iniziare un viaggio verso un luogo diverso dal posto in cui sono nata e cresciuta, con una lingua diversa dalla mia, con persone che non conosco e che non mi conoscono.

Mi accoccolo sotto il piumone in cerca di rassicurazione, ma non c’e Marco, sono sola con me stessa e non posso scappare.

Ho paura, ho una paura da matti. Chi non ne avrebbe?

Dormirò in un albergo la prima notte, e al mattino seguente mi recherò in un agenzia in cerca di una stanza.

“Una stanza?!?!!!” È stato il mio primo pensiero, quando, grazie a qualche forum su internet,  ho capito che i prezzi degli affitti a Londra sono veramente molto alti e spesso le persone dividono una stanza, anche se non si conoscono fra loro. Sono rimasta un po’ perplessa inizialmente, la mia privacy è molto importante, ma alla fine ho deciso che non importa, questa è la mia seconda occasione, voglio giocarmi tutto, senza giudizi o discriminazioni.

Voglio dimenticare tutta la tristezza che mi porto dentro al solo pensiero di separarmi dalla mia vecchia vita, voglio cancellare ansie e paure, voglio che siano le farfalle che ho adesso nello stomaco a guidarmi verso la nuova città che mi sta aspettando. Di quest’alba vorrò ricordare l’emozione che ti si insinua dentro quando l’inaspettato spalanca la tua porta senza nemmeno bussare, quando l’odore dei sogni assomiglia a quello della lavanda e tutto sembra irreale.

Fisso il soffitto rosa della mia cameretta e ancora non riesco a crederci: stanotte dormirò sotto un altro cielo, un cielo che non conosco, un cielo che forse un giorno potrebbe essere il mio cielo. Stanotte inizierà una nuova vita per me, quando mi addormenterò non ci sarà il rumore dei grilli a farmi compagnia, ma un rumore che ancora non conosco, un rumore nuovo che mi emozionerà. E al mattino poi, quando aprirò gli occhi, l’universo avrà un buongiorno tutto nuovo per me, un buongiorno speciale ed inaspettato: Buongiorno da Londra Margherita, che l’avventura abbia inizio.

Foto di Sara Giannitelli.

Francesca Baronti

" Finché respiro, scrivo." Elias Canetti.
Scrivere per dare un posto ai colori, una voce ai sogni, per trasformare un incubo in una favola.
Amo i sentimenti forti, gli abbracci alle due del mattino, i pomeriggi di sole, il vino, i brividi della libertà e la scrittura.
Aspirante giornalista, mi chiamo Francesca, ho 23 anni e sono una sognatrice.